Il pellegrinaggio in Sicilia – Trinacria per gli antichi.

Anche quest’anno si è scelta un’isola per fare il nostro pellegrinaggio, guidati da Don Patelli, per la parte religiosa, da Angela, bravissima guida siciliana e da Andrea perfetta organizzatrice del nostro viaggio.

La Sicilia è un’isola meravigliosa, per la vegetazione: oleandri, agavi, aranci e limoni, campi di grano e di pomodori; per il paesaggio: spiagge e colline, montagne con la neve e vulcani attivi, Etna e spenti e per le costruzioni antiche e moderne, teatri e templi e le magnifiche chiese barocche.

L’isola, posta in mezzo al Mediterraneo, divenne subito un punto di passaggio e di appoggio per le navi che solcavano il mare.

Terra molto fertile attirò molti popoli alla sua conquista, dapprima i Sicani, poi i Siculi, poi gli Elimi che la colonizzarono e costruirono i primi insediamenti.

I Fenici, chiamati Popoli del mare, la presero e vi costruirono le città costiere, poi arrivarono i Greci che costruirono città, teatri e templi che possiamo ammirare ancora.

I romani presero il posto dei greci, poi gli Arabi, poi i Normanni, gli Svevi, gli Spagnoli e altri ancora.
Visitando la Sicilia si possono vedere secoli e secoli di storia europea e medio – orientale.

I primi tre giorni li abbiamo trascorsi visitando la costa settentrionale dell’isola, passando per le città di Palermo, Erice, Monreale, Cefalù e Tyndaris. Abbiamo ammirato incantati i mosaici dorati nelle chiese, i chiostri con le colonnine intarsiate di tessere dorate e i capitelli scolpiti in cui erano raccontate storie mitologiche e di Santi.

Sul Monte Pellegrino, sopra Palermo abbiamo visitato la Grotta, dove Santa Rosalia, patrona della città, ha vissuto ed è morta da fanciulla, tutti le dedicano una grande devozione.

Erice è un incantevole borgo, costruito su un insediamento più antico che ha conservato intatte le sue caratteristiche medioevali; Cefalù ha un bellissimo Duomo normanno e un lavatoio arabo con un’acqua corrente, impetuosa e fresca;

Tyndaris, città antichissima, fondata nel 396 a.C., è nota per il Santuario della Madonna Nera e per un sito archeologico, di età greca e romana, molto ricco di reperti.

Il quarto giorno eravamo a Lipari, la più grande delle isole Eolie; abbiamo fatto tutto il giro dell’isola in pullman, ammirando la costa frastagliata, i faraglioni e le cave di ossidiana; sulla sommità dell’isola, di origine vulcanica, come le sue compagne, abbiamo ammirato il Duomo, il chiostro normanno e i reperti greci nella piazza con il tempio del dio del vento, Eolo.

I giorni che ci restavano li abbiamo trascorsi sulla costa occidentale visitando Siracusa, la più potente città greca in Sicilia: abbiamo visto e ci siamo incantati davanti al Teatro greco, all’altare di Ierone, l’anfiteatro romano, le Latomie e l’Orecchio di Dioniso. Anche a Siracusa abbiamo visto chiese antiche e un modernissima, la Madonna delle Lacrime che ci ha lasciato a bocca aperta per la sua immensità e bellezza.

Noto, gioiello barocco della Sicilia, con il Duomo, le chiese e i palazzi color oro, dato dalla pietra usata per costruirli.

Le ultime città visitate, ma non ultime per bellezza e splendore sono state Taormina, che ha incantato chi non l’aveva ancora vista, con il teatro greco, le sue strade con palazzi pieni di storia e i vicoli ornati di verde e fiori;

Acireale e tutte le piccole città sulla costa, città anticamente di pescatori con le loro storie lette nei libri di Giovanni Verga: i Malavoglia e altri racconti.

La Sicilia ci ha dato un’impressione di serenità, di verde, di montagne, ma specialmente del suo vulcano Etna che negli ultimi giorni ci seguiva sempre ovunque noi andassimo.

Il nostro viaggio in Sicilia continua l’anno prossimo … esplorando un altra costa, altre città d’arte e beni culturali.

Maria Grillo