Da Tindari al Malcantone

Tra gli innumerevoli siti visitati scelgo di presentare brevemente Tindari , una località magica e affascinante che unisce in sé antichità, storia, sacralità, leggenda e paesaggio: la posizione strategica di difesa del promontorio su cui sorge ha largamente condizionato il destino di questa località siciliana.

Entro il perimetro della mura di difesa composte da grandi massi d’arenaria resi dolci dal tempo, la passeggiata a piedi porta al grande teatro greco scavato nella roccia, la cavea rivolta al mare, dall’acustica stupefacente ancora molto usato anche oggi.

Un’insula (quartiere romano) totalmente riportata alla luce da scavi archeologici, di circa 77×30 metri di lato mostra da vicino magnifici mosaici a pavimento, soprattutto in bianco e nero: ci si trova nelle terme, vi è ben rappresentato il simbolo della Trinacria accanto a molte divinità ed eroi.

Un imponente di resto di Basilica (civile, del periodo romano), resti di botteghe, case e un bel museo con reperti preziosi stuzzicano la nostra curiosità.

Il paesaggio è punteggiato da molti fichi d’India che portano frutti dolcissimi al palato: l’importante è avere accanto un siciliano che ti aiuta a raggiungerne la polpa…
Guardando il Tirreno dall’alto lo spettacolo lascia senza parole: il colore del mare e le lingue di sabbia che stanno alla base della collina formano una laguna dalla forma variabile che ha dato origine in passato a molte leggende.

Non ho visitato internamente il Santuario della Madonna nera, edificato in stile eclettico nel 1979 al posto di una chiesetta diroccata e soprattutto dove sorgeva, 2’500 anni fa, l’acropoli greca.

Anche dalle nostre parti i luoghi del sacro sono rimasti fissi fin dall’antichità. Popolazioni, civiltà e culti con l’avvento del Cristianesimo sono via via stati sostituiti poi da cappelle e chiese.
I cappelli di muro con cuppelle, non tutti facilmente visibili, dei sagrati delle chiese di Vezio, Mugena, Sessa, Cademario (S.Ambrogio) ne sono esempi
concreti.

Tindari, per concludere, mi è rimasta dentro e ciò vale anche per tutta la fetta di Sicilia che ho potuto visitare e dei suoi suoi abitanti sempre pronti a comunicare con grande piacere.

F.Zanetti